STORIA ANTICA

5559314Si parla della storia antica perché la moderna è(in divenire e non possiede una contemporaneità eterogenea o lineare) un miscuglio di testimonianze, magari in buona fede forse approssimative, di cinofili e quant’altro,i quali sbandierano, ricerche, censimenti purtroppo forse; più dettati dall’enfasi del business della 14ª razza italiana, “popolari” come la discendenza del “nostro” dal mastino del Tibet(quindi Cina mentre è fondata la discendenza dai cani dell’Asia centrale), della quale ipotesi suddetta non esiste alcuna documentazione credibile (se non il Milione scritto da Marco Polo, non certamente un cinologo), è impegno del cinologo, giustappunto fare CINOLOGIA.
Paul Strang, cinologo e nota autorità sul Cane da montagna dei Pirenei , osserva nel suo libro “The Complete Great Pyrenees”, che l’esistenza di enormi biotipi canidi autoctoni, oggi in Turchia, Iran e Russia meridionale potrebbero confermare la teoria che gli antenati degli odierni molossi venissero dal Medio Oriente. Altri quotati cinologi, come David e Judy Nelson, concordano seriamente con tale possibilità. Resti fossili di cani domestici risalenti a circa 5500 anni fa sono stati ritrovati in molte parti dell’Iran. Ma i territori dell’attuale Iran non sono le stesse terre dell’antica Persia che annoverava un dominio molto più vasto e comprendeva aree geografiche dall’India, nella zona est, e della Grecia, nella zona ovest. Anche le aree della Russia meridionale e l’Asia centrale di oggi (Caucaso, Azerbaigian, Armenia, Georgia e …). I cani da pastore di montagna(molossi), asiatico e caucasico, battevano territori iraniani e passarono in Russia solo dopo la pace tra i due paesi, circa 100 anni fa. Quelle aree sono state le “terre dei mastini” per migliaia di anni. Quattro i biotipi degli antichi cani persiani sono stati segnalati dagli autori classici:

-Elymaeans dalla riva nord-orientale del Golfo Persico
-Hyrcanians noto per la sua natura selvaggia (dalla costa a nord Iran – riva sud del Golfo Persico)
-Carmanians altro biotipo estremamente selvatico
-Medians erano grandi combattenti (forse dalle parti sud-occidentali della Persia).

Affascinante leggenda sugli antichi mastini persiani di quel periodo storico: Mitologia vuole che l’enorme Hyrcanian (Ircania era un qucane-corso-historyartiere nel nord della Persia, il cui nome oggi è Gorgan(Persiano گرگان, ossia Gorgān, che significa I lupi) nella provincia di Mazandaran oggi) fosse il risultato di un incrocio tra una tigre e una cagna. Quella zona era famosa per le sue tigri indomite. Grattio(autore latino della Cynegetica, un poema didascalico sulla caccia) spiega come le cagne in estro sfuggissero i cani maschi per andare nel bosco ad accoppiarsi con le tigri! e produrre così prole più nobile. Anche se il pedigree e/o dna, dei cani Hyrcanian potrebbe essere scontato dal punto di vista biologico, Grattio descrive la razza come inclini a uccidere il bestiame, ma pronti a riscattarsi poi come grandi combattenti in battaglia; “Magnus pugnator” nella foresta. Il fatto interessante è che anora oggi, ci sono biotipi di grossa taglia in questa zona dell’Iran denominati: Sage-Siah (cane nero). Un’altra testimonianza dei “Cani Tigre” viene da Evliya Elebi nel suo famoso libro “Siyahat Namee” in cui descrive i “Cani Sansone” dell’esercito ottomano nel 17 D.C. cani enormi, proprio come “Leoni” non bastavano 2 o 3 uomini per contenere ciascuno di essi.
Il cane corso discende da questi ceppi per mano di Alessandro Magno che l’incrocio col cane di Epiro, poi adottato dalla Roma imperiale e “rimarchiato” Canis Pugnax, il quale secondo le testimonianze fossili aveva le orecchie erette e le sembianze, di un enorme lupo.

STORIA MODERNA

mastino_napoletano_guaglioneFino agli anni ’60, il cane corso era molto diffuso in tutto il Sud Italia e in particolare in Puglia dove sono stati raccolti la maggior parte degli esemplari che hanno permesso il recupero della razza. Morfologicamente appartiene al gruppo molossoide e dal punto di vista funzionale ai cani da presa; per tipologia è molto probabilmente collegato filogeneticamente a quei cani grandi e combattivi di cui vi è testimonianza sin dall’antichità (v. bassorilievi assiri 669-633 a.C.)..
Nella storia recente, il cane è stato utilizzato per la difesa personale e per il controllo del bestiame grosso. Una mole forte, notevole coraggio ed agilità felina consentono al Cane Corso di ammansire bestiame bovino e suino in quelle particolari circostanze che l’uomo da solo non è in grado di affrontare, come nel caso di un animale imbizzarito o una madre che difende la propria prole.
A partir degli anni 1960, con il progressivo abbandono delle campagne, la riforma agraria e il conseguente venir meno degli stili di vita tradizionali, anche l’allevamento di questi cani subì un forte declino. Negli anni ’70 cominciò un’opera di recupero di questo cane e ben presto suscitò l’interesse di parecchi cinofili, attratti dal fascino della razza nel suo aspetto fisico e nella sua indole. Che Il suo nome “Corso” derivi dal latinismo “Cohors” che significa protettore è una semplificazione, in realtà deriva dal dialetto pugliese(ove il ceppo è stato conservato intatto) dove corz’ fa riferimento anche ad uomo molto virile, grande e dominante. In passato questi cani venivano distinti in “da corpo” per la caccia al cinghiale, ovvero per l’uso in campagna, e “da camera” per la difesa personale, ovvero il cane che il padrone teneva sempre presso la sua persona, persino di notte ai piedi del letto.
Le regioni italiane nelle quali la razza è maggiormente diffusa e, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, nelle quali hanno trovato un’ottima isola di conservazione sono la Puglia e le regioni limitrofe (fonte: Wikipedia)

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